Benvenuta nella nuova edizione del blog di questa settimana. Affrontiamo insieme l’argomento dello stallo metabolico. Gli studi evidenziano come il rischio dello stallo avvenga circa dopo sei mesi di approccio ipocalorico, direi una conclusione decisamente poco soggettivo sulla singola persona. Indubbiamente la condizione di rallentamento è focalizzato sul soggetto endomorfo ovvero su colei che sensibile all’insulina facilmente tende a prendere peso inteso sia come massa magra che come massa grassa. L’approccio classico nel campo nutrizionale è quello di valutare il metabolismo basale, valutare il consumo calorico delle attività giornaliere, per arrivare a determinare il TDEE ovvero il consumo totale giornaliero.

Aspetto sicuramente importante per avere una corretta scelta da fare, indubbiamente però il taglio calorico è sempre e solo rivolto alla riduzione dei carboidrati per ridurre i livelli di energia e quindi permettere al soggetto di ridurre la massa grassa per compensazione. Questo processo avviene solo in presenza di un training anaerobico che induce un mantenimento della massa muscolare focalizzando il deficit sul solo grasso di deposito.

Dallo studio scientifico “persistent metabolic adaptation 6 years after the biggest loser competition” diretto da Erin Fothergill, si è messo in luce l’esistenza di una risposta fisiologica nota come “adattamento metabolico” (il corpo si abitua al basso introito alimentare) che causerebbe non solo lo stazionamento dopo un primo periodo del dimagrimento, ma addirittura, una rapida ripresa dei chili persi e valore metabolico che in alcuni soggetti si e’ visto permanere basso dopo 6 anni dal termine della dieta ipocalorica.
Quando ci si sottopone a diete troppo rigide e restrittive il corpo percepisce il diminuito introito di cibo come un “periodo di carestia” e cerca di contrastarlo in diversi modi come il risparmio calorico (quindi la diminuzione della spesa energetica),e l’aumento del senso di fame che in ultima analisi si traducono, in breve tempo, nel recupero del grasso perso e peggiore capacita’ metabolica.

La perdita di peso iniziale in una dieta ipocalorica è accompagnata da un rallentamento metabolismo basale (metabolismo dell’organismo a riposo) . Con la fine del programma dietetico e l’aumento dell’introito di cibo ,il metabolismo dovrebbe aumentare e ritornare ai valori precedenti la dieta.
Da questo studio è invece emerso che il consumo calorico risultava bloccato a valori simili a quelli del periodo di dieta, essendo però aumentato l’introito di cibo ,e quindi calorico ,si è avuto un rapido aumento di peso dei soggetti in esame.

L’adattamento metabolico che avviene quando ci si sottopone a diete troppo rigide e restrittive, porta a lungo termine al rallentamento del metabolismo basale ed aumento del senso di fame, che in ultima analisi si traducono in: peggioramento della capacita’ metabolica e della prestazione, aumento del senso di fame ed infine recupero del grasso perso. L’adattamento metabolico è quella situazione da scongiurare in ogni modo, gestendo delle continue variazioni caloriche delle quantità dei carboidrati assunti al fine di ottenere una costante diversificazione delle calorie ingerite. Questo permette al nostro corpo di spingere costantemente per lassi di tempo ridotti le calorie verso l’alto e quindi ricercare una continua attivazione metabolica che avviene su soggetti che allenandosi costantemente con i pesi e tempi sotto tensione elevati richiedono al proprio organismo un intake calorico sempre piu elevato.

BUON ALLENAMENTO A TUTTI!