Un aspetto decisamente interessante è quello legato alla microcircolazione venosa ed il suo progresso attraverso dieta e allenamento specifico. Una corretta gestione delle ciclizzazioni dei carboidrati permette di avere un’ottica volta alla riduzione della massa grassa. Indubbio però stimolare la capacità di creare nuovi vasi sanguigni utilizzando delle tecniche nel training che permettano quasi un’occlusione sanguigna che permette attraverso l’ipossia ovvero il totale utilizzo dell’ossigeno una condizione ideale per spingere il corpo ad aumentare la vascolarizzazione del soggetto.In parole povere un netto miglioramento dei processi biologici che poi inducono un progresso della resistenza al training con tempi sotto tensione e relativa progressione del sistema linfatico. Ovvio che l’alimentazione non va dimenticata in queste fasi dove un apporto idrico ottimale induce una levigazione della pelle grazie al mantenimento dell’elasticità dei tessuti.Certo stretto è il legame tra la resistenza ai tempi sotto tensione ed il mantenimento di una soglia alatticida anaerobica del training, ma sicuramente una corretta valutazione della capacità muscolare dell’allieva permette di elevare tale soglia portandola verso il limite. Cerchiamo di impostare sempre un lavoro con i pesi dove le tecniche permettono di aumentare il TUT senza aumentare il numero sostanziale delle reps. L’alimentazione e la cernita degli alimenti poi andrà a fare il resto, riducendo i livelli infiammatori scegliendo un profilo simil ovo/pesce/vegetariana (almeno all’inizio) cosi da gestire il profilo acido/basico del soggetto. Scelte strategiche come l’eliminazione dei latticini e una valutazione attenta delle proteine vegetali concluderà la cernita delle scelte portandovi al top!
BUON SETTEMBRE A TUTTI!