fusco fitness

Spesso si sottovaluta di come la combinazione tra i due elementi sia imprescindibile. Nel momento in cui viene gestito uno dei due fattori inevitabilmente occorre rivedere le scelte anche nell’altro. La continua gestione della variazione insulimica porta a dover valutare diversamente i percorsi nel training in quanto la gestione del fattore corti solo viene influenzato da entrambi. La corretta combinazione in base alle rotazioni delle quantità che assumi permette di creare dei gap calorici controllati che ti permettono di attaccare il grasso, ma se il training è troppo lungo o i livelli di stress sono esagerati occorre saper modulare il lavoro per evitare dei picchi cortisolemici che inibiranno il progresso. Difficile dare delle regole precise, ogni struttura fisica ha necessità di trovare la strada giusta in base a molti fattori, età, stile di vita, biotipo, grado di sopportazione dello stress. Personalmente prediligo un approccio dove aumentiamo gradualmente le quantità di carboidrati assunti per permettere alla struttura fisica di sopportare sempre meglio l’aumento dei livelli di stress del training. Aumentando i tempi sotto tensione abbiamo bisogno di un intake calorico decisamente più alto rimettendo sempre in discussione gli equilibri appena raggiunti. Anche il metabolismo riveste un ruolo importante in quanto in base alla propria indole endomorfa o ectomorfa la variazione nel tempo delle quote dei carboidrati cambierà di molto. Fattore determinante portare un metabolismo ad attivarsi al massimo senza mai fare diete da fame ne allenamenti assurdi in termini di durata o frequenza.
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