Affrontiamo insieme l’argomento legato alla ritenzione idrica e di come alimentazioni sbagliate ed acido lattico tendono a peggiorare la situazione.

La stretta correlazione tra alimentazione e training è fondamentale per indurre un progresso ottimale.

La ritenzione idrica non è altro che un accumulo di acqua nello spazio interstiziale tra una cellula e l’altra.

Un’alimentazione ricca di prodotti raffinati (biscotti, crackers, pane bianco, dolci, cornetti, ecc.), zucchero, prodotti preconfezionati e un eccessivo consumo di prodotti di origine animale e/o un’alimentazione iperproteica.

Questo tipo di alimentazione è altamente acidificante e nonostante il nostro corpo sia munito di sistemi “tampone” per contrastare questa acidità, ciò che non viene immediatamente tamponato deve essere prelevato dai tessuti per essere successivamente smaltito. Il nostro sistema linfatico ha il compito di recuperare questi acidi in eccesso, che lo sovraccaricano e affaticano. Normale quindi che la donna ginoide è particolarmente esposta a questa problematica.

Poiché il sistema linfatico dovrebbe occuparsi di portare nutrimento alle cellule e di eliminare le normali sostanze di scarto prodotte all’interno delle stesse, se è sovraccaricato dalle scorie acide questo scambio non può avvenire in modo efficiente e si crea un ristagno di liquidi.

Il sale, o meglio, il sodio, trattiene acqua e, se consumato in eccesso e non contrastato da un sufficiente apporto di potassio, può causare ritenzione idrica.

Non è solo un eccessivo consumo di sale a contribuire ad un eccesso di sodio. Anche un consumo frequente di insaccati e formaggi che necessitano grandi quantità di sale per la conservazione contribuiscono attivamente ad aumentare la quantità di sodio consumata giornalmente. Discorso poi ulteriore per i latticini dove entra in campo anche il profilo basico dell’alimento.

Per non parlare di patatine e snack vari che sono un concentrato di sale e che dovrebbero essere consumate solo in occasioni speciali.

Ovvio che anche il training deve essere mirato, facciamo chiarezza sull’acido lattico altro grande fattore infiammatorio.

L’acido lattico è un prodotto di scarto del metabolismo anaerobico lattacido che si deposita nei tessuti e che viene associato al dolore muscolare (da non confondere con il dolore nei giorni successivi all’allenamento). Il lavoro aerobico rilascia altresì acido lattico ma ovvio che le diverse durate delle due attività in termini di affaticamento inducono un eccesso di rilascio nella corsa, camminata veloce, ecc..

Esso viene smaltito nel giro di 2-3 giorni dall’allenamento ed attraverso il Ciclo di Cori si riconverte in parte in glucosio in parte in altri sottoprodotti.

La “tolleranza” all’acido lattico dipende dal grado di allenamento del soggetto, un’atleta infatti a parità di gesto atletico produce meno acido lattico e lo smaltisce più in fretta. La capacità di smaltirlo è quindi allenabile sottoponendosi a frequenti allenamenti lattacidi. Ovvero gradualmente aumentando i tempi sotto tensione di un lavoro anaerobico.

L’accumulo avviene quando la capacità “tampone” dell’organismo attraverso i bicarbonati è inferiore rispetto al tasso di produzione.

Per questo correre tutti i giorni o allenarsi con i pesi tutti i giorni è un’attività errata se poi il mio obiettivo è eliminare la ritenzione idrica.

In riferimento all’esercizio aerobico, alcuni consigliano di camminare ma non di correre. Questo perché, teoricamente, ripetuti impatti col terreno causati dall’azione di corsa potrebbero impedire il corretto ritorno venoso e causare delle micro-lacerazioni alle membrane delle cellule adipose; a lungo andare, ciò peggiorerebbe la situazione. Cyclette e spin bike (per lo spinning) invece, andrebbero evitati perché, comprimendo le grosse vene profonde delle gambe, potrebbero peggiorare la circolazione.

E’ indubbio che un’attività di endurance ovvero uno sforzo prolungato nel tempo facilità la formazione di acido lattico rispetto ad un training anaerobico dove gradualmente andremo ad aumentare i tempi sotto tensione. Sicuramente l’attivazione muscolare diversa induce una risposta fisica ottimale nei confronti del lavoro con i pesi in quanto essi permettono il mantenimento della massa muscolare di fronte ad una dieta ipocalorica.

BUONA GIORNATA A TUTTI!