L’affascinante viaggio nel mondo dell’anatomia umana e nello specifico nel mondo dei muscoli e delle loro singole funzioni oggi ci porta alla scoperta del grande gluteoTenerlo allenato è di fondamentale importanza, non solo per un fattore estetico. 

Il gluteo è il muscolo più forte del corpo umano e in realtà è composto da tre diversi muscoli: Grande, medio e piccolo gluteo. La funzione del grande gluteo, oltre a servire per il movimento di estensione dell’anca, è quella di tenere il bacino nella sua posizione fisiologica mentre gli altri due hanno una funzione principalmente abduttoria (spostamento laterale di un arto) e stabilizzatrice del bacino durante la deambulazione. 

Quando questi muscoli si indeboliscono, non sono in grado di adempiere correttamente alla loro funzione e così, complice la vita sedentaria, il bacino si sposta progressivamente “fuori asse”. La conseguenza più comune è la cosiddetta iperlordosi lombare cioè un’eccessiva riduzione della concavità della colonna vertebrale nella zona lombare, generalmente a causa di posture statiche prolungate non corrette, come in caso di persone che svolgono lavori sedentari e non effettuano un’adeguata attività fisica. 

Le donne sono i soggetti più a rischio di iperlordosi lombare, sia perchè la loro ossatura è differente da quella degli uomini, sia perché calzano scarpe con il tacco alto, che se indossate in maniera abituale, possono portare anche ad uno schiacciamento e accorciamento della muscolatura paravertebrale (nelle donne è anche fisiologica una certa accentuazione della lordosi durante gli ultimi mesi di gravidanza).

Questo a sua volta provoca dolore alla schiena che può trasformarsi in tensione muscolare cronica, sovraccaricando sia la colonna vertebrale che i dischi lombari con la possibilità di generare ernie discali.

Nella parte bassa, invece, il disallineamento del bacino crea restrizioni di mobilità e stabilità all’articolazione dell’anca con conseguente usura e sovraccarico per le ginocchia e per le caviglie.Il medio gluteo è responsabile dell’abduzione, della rotazione interna ed esterna dell’anca e della stabilizzazione dell’anca e del bacino durante le attività di carico. Per localizzare il gluteo medio, posizionati con le mani sui lati dei fianchi, sotto la cresta iliaca. Stabilizzati su una gamba e alza l’altra. Dovresti sentire il muscolo direttamente sotto la mano nel punto di contrazione. La sua particolare posizione a 45 gradi all’interno del distretto del gluteo permette dietro una corretta sollecitazione un cambiamento estetico importante.Attivare correttamente le diverse aree dei glutei rende diversi i risultati in base alle impostazioni della propria alimentazione dove le quantità dei carboidrati e le scelte impostate nei tempi sotto tensione inducono un cambiamento importante.Al fine di avere un cambiamento estetico ottimale ponete grande attenzione nell’eseguire un training con tempi sotto tensione elevati ed una grande varietà delle angolazioni degli esercizi.
IL COACH

Spesso sottovalutato il cortisolo è un vero e proprio inibitore del progresso fisico. Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. E’ conosciuto come “ormone dello stress” in quanto la sua secrezione aumenta in condizioni di affaticamento psico-fisico, ed è temutissimo dai frequentatori di palestre poiché il suo eccesso promuove il catabolismo (perdita di massa muscolare).Non sempre ha effetti negativi. Tutt’altro.– Permette un repentino flusso di zuccheri nel sangue, indispensabili all’azione esplosiva: la combustione di grassi richiedere adattamenti metabolici più lunghi ad instaurarsi, mentre in caso di pericolo si ha bisogno di energie immediatamente disponibili.– Aumenta la pressione arteriosa, in modo da far affluire il sangue verso gli organi vitali ed evitare la dispersione di energie.– Stimola l’azione anti-infettiva e anti-infiammatoria del sistema immunitario.– Permette una minor percezione del dolore.– Stimola il sistema nervoso centrale a prendere decisioni rapide senza lasciarsi paralizzare dall’ansia o dall’indecisione, permette di avere maggiore concentrazione per i dettagli e di avere un atteggiamento determinato.E’ grazie al cortisolo che riusciamo ad affrontare a sangue freddo un esame o un confronto con il capo in ufficio, ed è sempre grazie al cortisolo se in una situazione improvvisa di pericolo riusciamo a reagire senza farci prendere dal panico.Gli effetti del cortisolo sono positivi SOLO se bilanciati dall’azione di altri ormoni, in particolar modo dal DHEA, dall’insulina e dal testosterone.


PARLIAMO DEI PROBLEMI DERIVANTI DAL CORTISOLO
Filogeneticamente, il cortisolo doveva servire a un’azione improvvisa e fulminea: attacca o scappa di fronte a un pericolo per la vita. Al giorno d’oggi il cortisolo viene secreto ad ogni minima condizione di stress: quando siamo fermi al semaforo rosso e abbiamo fretta; quando si avvicina l’ora in cui dovremmo tornare a casa dall’ufficio e siamo nel bel mezzo di un lavoro che non possiamo interrompere; quando ci capita un imprevisto; quando cerchiamo di incastrare nell’arco delle 24 ore impegni lavorativi, famigliari, sportivi, casalinghi.Lo stress cronico determina un’iperproduzione di cortisolo non bilanciata dall’azione di altri ormoni; questo comporta un aumento continuo degli zuccheri nel sangue: se in una condizione di pericolo reale questi zuccheri sono finalizzati all’azione, in una situazione di stress prolungato gli stessi zuccheri vanno a promuovere insulino-resistenza, infiammazione tissutale con abbassamento delle difese immunitarie, perdita di massa minerale ossea (che può favorire osteoporosi), diminuzione della funzione tiroidea, irritabilità, angoscia e ansia che possono spingersi fino alla depressione.


Il cortisolo viene secreto in modo molto consistente anche a fronte di allenamenti sportivi eccessivi, senza che sia dato al corpo il giusto tempo di recupero. Dal momento che alti livelli di cortisolo protratti nel tempo portano alla perdita di massa magra e ad una resistenza al dimagrimento, ecco spiegato perché è assolutamente inutile allenarsi ogni giorno in palestra.Dal punto di vista del peso corporeo, l’eccesso di cortisolo determina l’aumento del grasso viscerale a livello dell’addome (il più pericoloso per la salute cardiovascolare) e una forte difficoltà a dimagrire. Nelle donne l’azione negativa del cortisolo associata a una prevalenza di estrogeni rispetto al progesterone determina anche ritenzione idrica e cellulite.Il cortisolo infatti, come ho detto, determina un continuo afflusso di zuccheri nel sangue: finché sono disponibili gli zuccheri il nostro corpo non andrà mai ad attingere energie dal tessuto adiposo, e anzi andrà a trasformare quest’eccesso di zucchero in un’ulteriore riserva di grasso. Oltretutto il sovrappeso è una condizione che aumenta la secrezione di cortisolo stesso, instaurando un meccanismo perverso.Una corretta gestione del training e dell’alimentazione induce un progresso continuo e mirato.


IL COACH

L’idratazione estiva riveste un ruolo fondamentale per un corretto funzionamento del nostro organismo. Perdere anche un livello pari al 2% dell’idratazione fisica compromette di oltre il 20% la nostra capacità di allenamento anaerobico.
Nella donna soprattutto il rischio di una scarsa idratazione si accompagna con un peggioramento della microcircolazione portando in soggetto ad evidenziare maggior ritenzione.
Una buona idratazione è essenziale per benessere e salute. Ogni cellula del corpo umano necessita di acqua quindi l’idratazione è molto importante per le funzioni fisiologiche basilari come, ad esempio, la regolazione della pressione sanguigna e della temperatura corporea, un allenamento ottimale. Il rischio di non idratarsi in modo adeguato dipende da molti fattori: al mare per la maggiore temperatura esterna; in montagna, e ancor più in aereo, per la scarsa umidità; in auto a causa dell’aria condizionata. Bisogna precisare che l’acqua riveste un ruolo molto importante per il nostro organismo. È il principale elemento del corpo umano: rappresenta circa il 60% del peso di un maschio adulto ed fino al 55% di quello di una donna, percentuale leggermente inferiore a causa della maggiore quantità di adipe. I muscoli e il cervello sono costituiti per il 75% da acqua, il sangue e i reni per circa l’81%, il fegato per circa il 71%, le ossa per il 22% e il tessuto adiposo per circa il 20%. Di fatto è l’elemento principale della maggior parte delle cellule dell’organismo, ad eccezione di quelle adipose, oltre a proteggere e lubrificare il cervello e le articolazioni. Trasporta le sostanze nutritive, aiuta le cellule ad eliminare le scorie e contribuisce a regolare la temperatura corporea ridistribuendo il calore dai tessuti attivi alla pelle e raffreddando l’organismo attraverso la traspirazione. Circa due terzi dello spazio intracellulare è costituito dall’acqua presente nell’organismo e il resto nello spazio extracellulare, ovvero nello spazio compreso tra le cellule e il plasma ematico.Il corpo ha bisogno di acqua per sopravvivere e per funzionare adeguatamente. Gli essere umani non possono vivere senza bere per più di due giorni, a seconda delle condizioni climatiche, dei livelli di attività e di altri fattori. Nel caso di altre sostanze nutritive, invece, questo intervallo può protrarsi per settimane o mesi. Anche se molto spesso viene trattata superficialmente, nessun altro nutriente è più essenziale o necessario in quantità così elevate. La corretta quantità di acqua da assimilare giornalmente varia da persona a persona. In genere il corretto quantitativo di liquidi da assumere dipende da: 

  • allattamento
  • altezza
  • età
  • gravidanza
  • peso
  • stagione
  • stile alimentare
  • tipo di cibo che consumiamo

 L’uomo moderno ha perso progressivamente la sua capacità di ascoltare i propri bisogni. Quando iniziamo a sentire sete il nostro corpo ha già iniziato a disidratarsi. Se facciamo una vita sedentaria o seguiamo un’alimentazione troppo ricca di alimenti industriali difficilmente saremo in grado di riconoscere le richieste del nostro corpo. L’idratazione corretta e frazionata in più assunzioni giornaliere è fondamentale ed è stimata fino a 40/50 millilitri di acqua per ogni chilo di peso corporeo. Per cui una persona che pesa 70 kg dovrebbe, nell’arco della giornata, assimilare quasi due litri di acqua.Il consiglio è tenere sempre una bottiglia d’acqua a portata di mano e bere 1/2 bicchieri di acqua ogni ora, oppure di consumare due bottiglie piccole una a metà mattina ed una a metà pomeriggio. Tenere il corpo a riposo rallenta il metabolismo, così come lo rallenta anche consumare alimenti che tendono ad intossicarci.Bere a sufficienza garantisce una progressiva disintossicazione naturale. Tutte le nostre cellule sono immerse in una sostanza acquosa che deve mantenersi più possibile pulita.Quando ci idratiamo in modo adeguato possiamo riscontrare i primi benefici:

  • Digestione efficiente
  • Pelle luminosa
  • Riduzione del gonfiore addominale
  • Senso di leggerezza e benessere

 Gli alimenti forniscono in media il 20-30% circa dell’acqua necessaria. Il restante 70-80% deve venire dall’acqua scegliendo sempre un residuo fisso molto basso e, dove possibile, una buona distribuzione nel consumo giornaliero.
IL COACH

L’aspetto fondamentale del cambiamento fisico è quello legato tra l’alimentazione ed il training. Il credo comune porta troppo spesso a tagliare le quote assunte dei carboidrati virando verso un approccio iperproteico inseguendo l’assurda convinzione che meno Carbo mangio piu è semplice ridurre il grasso. Si sottovalutano diversi fattori, in primis il grande rallentamento metabolico che questa scelta comporta, poi l’approccio iperproteico e la conseguente infiammazione aumentata derivante dal rilascio di enzimi acidi per digerire le proteine, terzo e non ultimo il mancato controllo dei livelli di cortisolo per gestire al meglio il cambiamento fisico. Migliorare la propria tolleranza al carboidrato complesso inteso come un costante aumento delle quote assunte è prerogativa assoluta solo di chi poi consuma quelle calorie attraverso un costante training anaerobico.

Ne consegue un graduale miglioramento della densità muscolare ed una forma che viene levigata nel tempo.Focalizzare il training sulle aree carenti è la soluzione ottimale per andare a plasmare la nostra struttura fisica esaltando i dettagli ed aumentando la densità nelle aree che fanno la differenza.Parlo della parte superiore del gluteo, parlo del femorale, parlo dell’ampiezza delle spalle.Ovvio che alla base di ogni buon risultato c’è una corretta riduzione del grasso di deposito che si traduce in un punto vita stretto e/o una riduzione della ritenzione idrica e della cellulite.Aumentare i tempi sotto tensione del proprio allenamento ciclicamente permette di convogliare l’aumento delle calorie nello svolgere al meglio la propria sessione di allenamento.Risultato un metabolismo piu veloce, un consumo nettamente superiore giornaliero, una gestione della dieta piu semplice visto il maggior apporto calorico sostenuto.Lavorare sul metabolismo sfruttando al meglio le scelte nella dieta e nel training va coltivato soprattutto quando si sorpassano i 40 anni contrastando il naturale rallentamento metabolico cosi da mantenere e migliorare una struttura fisica che potrebbe rischiare un aumento di grasso o una perdita di massa muscolare.Anche in questo periodo dove il caldo si fa sentire la grande costanza ed un training intenso renderanno la forma tonica e dura migliorando il lavoro svolto durante i mesi invernali.

Ho preparato per voi un webinar dedicato proprio al metabolismo per comprendere al meglio quali scelte fare per rendere la vostra macchina fisica una macchina perfetta!!

A PRESTO!

Spesso mi trovate a descrivere delle idee di training, multifrequenza, alto profilo atletico, isolamento. Tutti sistemi diversi di creare un allenamento dove l’unico comune denominatore nel quale credo è il TUT, ovvero il tempo sotto tensione. Il TUT è inteso come la durata dell’esecuzione del SET dell’esercizio svolto. Aspetto spesso banalizzato sull’altare del carico alto.
Nel mondo della pesistica il must che ha accompagnato per molti anni l’idea di miglioramento fisico è legata ad utilizzare un carico sempre più esponenziale, che spesso porta ad eseguire poche ripetizioni (sei, otto) spesso anche con tecniche discutibili vista la difficoltà nel controllare correttamente il peso. La gestione di tempi sotto tensione elevati induce un massimo reclutamento di fibre muscolari permettendo all’allieva di avere una sollecitazione ottimale. Indubbiamente ricercare un’attivazione dove andiamo a stimolare tutte le diverse tipologie di fibre è fondamentale per innescare un cambiamento fisico/estetico ottimale.

Un tempo sotto tensione gradualmente più elevato richiede un adeguamento strutturale del soggetto migliorandone la capacità di sopportazione. Questo si traduce in un fisico più resistente in grado di effettuare combinazioni volte a dare anche uno stimolo neurologico importante. Memorizzare ed eseguire correttamente sequenze con carico dove il grande affaticamento consuma velocemente l’ossigeno a disposizione permette una grande attivazione metabolica. Immaginate un lavoro HIIT dove invece che focalizzarvi sullo SCATTO ed il recupero vi focalizzate sul tempo di esecuzione e poi il recupero.
La gestione di tempi sotto tensione elevati richiede gradualmente un miglioramento del soggetto nell’avere un rafforzamento ottimale del CORE ovvero della regione centrale del corpo per gestire perfettamente i movimenti anche quando la fatica comincia a diventare insopportabile.
Indubbiamente un tempo sotto tensione elevato eseguito con i pesi permette di avere un’ottima attivazione metabolica senza mai sforare nell’ambiente lattacido estremamente pericoloso per via di un aumento della ritenzione idrica e della cellulite.

Un corretto equilibrio tra i carboidrati e lo stile di training induce una levigazione della pelle dove andremo a migliorare il tessuto connettivale ed il microcircolo specie in condizioni ottimali, ovvero allieva che beve molta acqua e sceglie un’alimentazione corretta.
Altro grande beneficio di un training con tempi sotto tensione elevati è preservare le articolazioni dell’allieva in quanto mai troppo sotto stress con carichi di difficile gestione, anzi un corretto miglioramento della forza permetterà un miglioramento anche su soggetti patologicamente più delicati.
La corretta escalation del TUT va commisurata alla capacità di sopportazione dell’allieva del training proposto e collegato alla progressiva tolleranza al carboidrato complesso quale ulteriore fonte di densità muscolare.
La contrapposizione netta tra un training TUT ed un lavoro aerobico è palesemente dimostrata dall’incidenza dell’acido lattico che verrebbe inevitabilmente rilasciato nel momento in cui andremo ad abbinare entrambi i lavori.
BUON TRAINING A TUTTI!

Ci siamo, luglio sta iniziando e molte persone cominciano ad andare in ferie spostandosi al mare o in montagna. Sorge il dubbio su come comportarsi per evitare di perdere qualità e ridurre i progressi ottenuti durante i mesi. Indubbiamente non c’è cosa peggiore di una persona che si allena costantemente e mangia sano che smette di allenarsi e assume molte calorie da fonti sbagliate. Il rimbalzo metabolico è inevitabile e porta ad accumulare molto grasso corporeo compiendo importanti passi indietro.
Occorre mantenere sempre una grande attenzione ed un corretto lifestyle per evitare di ritrovarsi a faticare per recuperare la forma.
L’alimentazione ha un ruolo determinante, ovvio che andando in vacanza potete permettervi di mangiare qualcosa di più, ma sempre con grande focus mantenendo sane le scelte durante la giornata. Pianificare bene i pasti ricercando per chi va in albergo cereali integrali, pane integrale, affettato magro, uova sode, marmellate bio, latte vegetale, frutta fresca e secca, permette di comporre in maniera corretta la propria colazione.


Ovviare al problema della fonte dei carboidrati in vacanza può essere anche aggirato portando con se dei cracker integrali, delle gallette di riso o di farro, insomma delle soluzioni sane. Carne bianca e pesce sono sicuramente trovabili ovunque quindi abbiamo la grande possibilità di mantenere alta l’attenzione e la qualità della nostra alimentazione.
Spesso durante l’estate avete anche la possibilità di provare nuovi sapori nella vostra dieta, frutti esotici, porridge, pancake dolci o salati, insomma tante novità che renderanno piacevole il vostro soggiorno dovunque andate.


Il training non deve essere mai abbandonato del tutto, per chi ha la possibilità ormai molte strutture mettono a disposizione strutture con manubri bilancieri e macchine. Eseguire tre allenamenti a settimana anche di 35/40 minuti è la giusta soluzione per mantenere densità muscolare e non fare passi indietro. Per chi invece non ha nulla può portare con se un kit di pesi e/o elastici per avere una grande gamma di movimenti a corpo libero da eseguire pur di mantenere sempre attiva la muscolatura. L’errore più grande è fermarsi del tutto dove il rischio dello stop può portare a perdere massa muscolare a causa della mancata attivazione del training. Rimaniamo sempre costanti godendoci le vacanze ma senza mai rinunciare alla nostra attività fisica.
Importante bere sempre molta acqua per dare un drenaggio ottimale e levigare la pelle, portate con voi sempre una bottiglietta d’acqua da consumare durante la mattinata e durante il pomeriggio per avere sempre un corretto equilibrio nei liquidi assunti.


BUONA VACANZA!

Le domande più ricorrenti riguardano come ridurre il punto vita e come aumentare il volume del gluteo. Incredibile come queste due frasi sia strettamente interconnesse tra di loro.Potrei risponderti che per aumentare il volume del gluteo devi stringere il punto vita, potrei risponderti che per stringere il punto vita devi aumentare il volume del gluteo.No, non sono impazzito, quello che intendo è che spesso non si tiene conto delle proporzioni estetiche di un soggetto (tema di cui farò a breve un webinar su Vibes) ovvero di quanto sia importante ricercare delle centimetrie ottimali nella circonferenza dell’addome e del gluteo.
Stringere il punto vita riducendo il grasso addominale permette ad esempio di cambiare queste proporzioni aumentando la differenza espressa in centimetri tra circonferenza addome e gluteo. Se accumulo grasso addominale e ne perdo molto avrò un punto vita ridotto che metterà maggiormente in evidenza il volume del gluteo ponendomi nelle migliori condizioni estetiche.


Allo stesso modo se ho un punto vita lievemente ampio e sono molto magra non devo perdere grasso ma aumentare sensibilmente il volume del gluteo per cambiare le mie proporzioni.La differenza tra addome e gluteo è la chiave dell’estetica femminile, sempre che lavorate correttamente la schiena e quindi dato un buon V shape al vostro corpo. L’addome ridotto farà sembrare esplosivo il volume del gluteo e magari la circonferenza del lato B non è cambiata di un centimetro.
Ponete grande attenzione alla proporzione di partenza per capire dove dovete dirigervi per cambiare l’estetica generale del vostro fisico, una donna androide andrà a ricercare una riduzione del punto vita per avere enormi benefici estetici sulla visibilità del gluteo, le basterà mantenere i volumi muscolari cosi da avere una bella struttura fisica. La donna ginoide che vive il vantaggio di un punto vita stretto per dare risalto alla sua qualità fisica dovrà ricercare una costante riduzione della ritenzione idrica e della cellulite per avere una forma ottimale.


Il mio lavoro focalizzato sulla body transformation richiede una specifica focalizzazione sul progresso delle proporzioni per indurre un miglioramento volto a dare una forma ottimale all’allieva. Questo richiede un’attenta valutazione dell’alternanza del profilo ipocalorico della dieta o ipercalorico per entrare ed uscire da una fase di riduzione della massa grassa e aumentare la capacità metabolica dell’allieva.
L’obiettivo come sempre è ottenere un risultato duraturo e mantenerlo nel tempo attraverso un training costante ed una sana alimentazione.


UN ABBRACCCIO A TUTTI
IL COACH

Il progetto legato al cambiamento fisico è strettamente collegato ai tempi sotto tensione del training. Spesso mi sentite parlare di come attivare al meglio le aree muscolari target, ovvio che per avere una risposta ottimale dovete trovare degli equilibri tra i tempi sotto tensione e i carboidrati.

Gli esercizi ottimali.

Hip thrust è il re degli esercizi che va ad attivare per il 70% il gluteo nell’area centrale per avere una completezza muscolare. Spalle a terra (hip Thrust) attiva il gluteo ed esclude il quadricipite. Il movimento ridotto rende minimo il ROM attivando l’area target e permettendo un carico più considerevole per gestire le tecniche.
Ponte per i glutei ovvero spalle su panca, induce un ROM piu ampio dove sicuramente andremo a ottenere un ampio raggio d’esecuzione, questo ci garantisce un ottimo reclutamento di fibre muscolari, ma riduce l’isolamento del gluteo rendendo attivo anche il quadricipite femorale.

Slancio in quadrupedia
Indubbiamente una soluzione ottimale per chi vuole attivare al meglio il medio gluteo che predisponendosi con un’angolazione a 45 gradi rivolti verso l’alto all’interno del gluteo pone la struttura pronta per acquisire densità e sollevare il gluteo come un effetto push up

Good morning
La peculiarità di questa esecuzione rende funzionale il reclutamento delle fibre muscolari sull’area centrale del gluteo per acquisire densità e durezza muscolare specie se abbinato ad altri esercizi per aver un’attivazione muscolare eccellente.

La gestione di un training mirato per glutei deve portare a migliorare la tolleranza al tempo sotto tensione lavorando sempre sotto soglia lattacida e quindi sfruttare al meglio l’aumento graduale delle quote dei carboidrati cosi da rendere massima la durezza fisica.
Questo principio parte dal legame tra carboidrati e acqua che innescano un aumento volumetrico dell’area per stendere la pelle ed eliminare la ritenzione idrica.

BUON GLUTEO A TUTTE!!

IL COACH

La gestione di un cambiamento fisico richiede una valutazione della conformazione del soggetto per comprendere al meglio quali step perseguire per avere una riduzione del grasso ed un miglioramento della densità muscolare. Ecco che quindi si sottovaluta l’importanza del training quale elemento fondamentale per focalizzare la riduzione del peso sulla sola massa grassa. Molte persone si mettono a dieta, riducono drasticamente le quantità delle calorie assunte, MA NON SI ALLENANO.

Questo approccio implica una riduzione del peso ma ciò andrà a coinvolgere in egual misura massa magra e massa grassa. Il risultato è quello di NON MIGLIORARE in quanto andremo ad apprezzare solo una riduzione del numero sulla bilancia. L’aspetto sul quale mantenere sempre alto il focus come detto è la riduzione del grasso di deposito, quindi la costante diminuzione della distanza tra la pelle ed i muscoli eliminando l’adipe.  Il grasso rende l’aspetto molle e privo di tono muscolare. Il training sollecitando i muscoli attraverso sollecitazioni con i pesi va ad incidere sul miglioramento della durezza muscolare e sull’input nell’AUMENTARE LA MASSA MUSCOLARE, aspetto che ovviamente non avviene in una fase ipocalorica ma tanto basta per non intaccare il magro.

Questo ci permetterà una graduale riduzione dell’adipe cosi da accompagnare il nostro training nell’esaltare le aree dove poniamo maggior attenzione in base al nostro biotipo per avere un risultato meraviglioso. Quello che spesso viene anche sottovalutato è il ruolo dell’acqua nel dimagrimento, dove il mantenimento di un tessuto elastico è propedeutico ad evitare smagliature e migliorare la levigazione della pelle. Quando andremo a ridurre il grasso corporeo potremmo poi dedicarci ad un aumento della densità riequilibrando i carbo rispetto al metabolismo cosi che un approccio normocalorico permetta un’esaltazione della densità sfruttando il legame tra i carboidrati complessi e l’acqua per rendere i muscoli tondi e compatti.

DATEVI DA FARE

IL COACH

Un argomento decisamente d’attualità è quello delle diete drastiche. Spesso un atteggiamento volto a raggiungere un netto progresso fisico porta ad effettuare delle scelte drastiche riducendo le calorie assunte.
Il desiderio di cambiamento viene ricercato attraverso un aumento del volume di training effettuato ed un netto taglio delle calorie dei carbo assunti.
Ridurre i carboidrati porta inevitabilmente ad un cambiamento fisico.

1) sbilanciamento verso un approccio iperproteico
2) eccessivo deficit calorico
3) riduzione calorica troppo lunga nel tempo

Questo atteggiamento ha come risposta fisica
1)aumento dei livelli infiammatori a causa dell’eccesso di proteine asssunte
2) perdita di massa muscolare indotta del deficit eccessivo portando il proprio organismo a ridurre la massa muscolare e difendendo la massa grassa
3) riduzione dell’attività metabolica perdendo capacità di bruciare molte calorie. Incapacità di ottenere risultati nel medio lungo periodo e stallo metabolico.

Le diete drastiche a base di scelte assurde sicuramente porta ad una perdita di peso, ma l’obiettivo non è mai perdere peso ma PERDERE GRASSO. Questo richiede un approccio graduale volto a ridurre la massa grassa nei termini di 500/700 gr a settimana preservando il rischio della riduzione della massa muscolare.
Le diete drastiche hanno anche come caratteristica il rallentamento metabolico portando evitabilmente il soggetto a subire un effetto yo-yo nel momento in cui reintroducendo maggior calorie si espone ad un aumento veloce di peso corporeo che si traduce con un aumento del grasso.

Il percorso graduale con dieta e allenamento ha come scopo la grande attivazione metabolica e la risposta fisica della sola riduzione dell’adipe al fine di ottenere una riformulazione fisica ottimale.

Se una dieta scarsa in calorie viene seguita per molte settimane è inevitabile perdere capacità metabolica ponendo la struttura fisica in uno stato di stress elevatissimo che aumenta anche i livelli di cortisolo esponendo maggiormente all’aumento della ritenzione idrica  e ad un sostanziale aumento della sensazione di stress, difficoltà nel dormire, scarso recupero.

La riduzione della distanza tra la pelle ed i muscoli vi porterà a raggiungere una forma meravigliosa.